Oltre l’uniforme professionale: intuizione e tenacia in Modit Group

Cosa c’è dietro la produzione di un’uniforme professionale? Molto più della lavorazione di un semplice tessuto

Questa settimana conosciamo un po’ più da vicino un altro pilastro della famiglia Modit Group: Antonino Scardilli, detto Nino, direttore generale dell’azienda. L’esperienza pluriennale nel campo dell’uniforme professionale è evidente, così come l’amore che traspare per ciò che è stato costruito e raggiunto negli anni.

Modit Group è dunque molto più dei tessuti che lavora e confeziona, delle divise professionali vendute ogni giorno: è un teamwork costante che ha visto sempre forte la collaborazione tra i propri dipendenti e i vertici.
Il risultato? Un’azienda leader nel settore dell’abbigliamento professionale che continua a crescere e che non mette mai da parte i propri sogni.

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4 domande ad Antonino Scardilli

 

1. Come è nato l’amore per la creazione di uniformi professionali?

Tutto è cominciato circa trentanni fa. Abbiamo approfittato dell’occasione di rilevare dei macchinari da alcuni stabilimenti: noi eravamo venditori e avevamo esperienza nel mondo dei camici. Abbiamo dunque fatto un percorso al contrario, diventando produttori successivamente. Da lì è nata l’avventura Modit, con un’attenzione particolare all’aspetto della vendita. Fin da subito, la nostra ambizione era quella di portare nell’ambito dell’uniforme professionale i look civili; volevamo così uscire dagli schemi troppo classici che erano in fondo proprio gli schemi delle uniformi, dove ad esempio ci sono due colori predominanti come il grigio o il blu.

2. Quanto conta lo stile Made in Italy nel nostro stesso Paese?

Il Made in Italy in Italia conta ma non completamente nel mondo dell’uniforme professionale, ovvero quello delle forniture che, al contrario di quello civile, ha sempre a che fare con le quotazioni. Il gusto quindi rischia di non essere capito a fondo, ma non perché non lo si comprenda davvero; piuttosto perché è dettato da un prezzo di costo che nasce nel momento in cui viene fatta una proposta. Nell’ambito civile invece una persona produce un capo molto bello, decide un target di spesa e può così valorizzarlo. Noi abbiamo dei limiti perché il nostro commercio si basa anche su gare di appalti con delle basi d’asta.

3. Una sua esperienza di vendita particolare?

Ricordo che appena partiti, un cliente interruppe all’improvviso una grossa collaborazione e questo ci spaventò. Ma eravamo giovani e siamo andati avanti comunque. La cosa bella invece è che ogni anno da quando siamo partiti il nostro fatturato è sempre stato in crescita e ciò ci ha regalato tante soddisfazioni. Oggi il nostro sogno più grande sarebbe quello di prendere un cliente molto grande che ci permetta di investire e far crescere l’azienda. Perché sì, Modit vuole ancora crescere.

4. Cosa può dirci del cambio generazionale in Modit?

Siamo sulla soglia del cambio generazionale e stiamo per introdurre i nostri figli in azienda per portare ancora più innovazione. I giovani hanno degli input nuovi e rivoluzionari di cui Modit ha bisogno. I valori che vogliamo trasmettere loro è mantenere l’umiltà e la tenacia che ci vuole per superare i momenti difficili, che ci sono tutti i giorni.

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